Disoccupazione nascosta in Europa: la situazione reale è peggiore di quanto suggeriscano le statistiche
Le statistiche ufficiali sulla disoccupazione in Europa nascondono molto più di quanto si possa pensare. Fuori dai rapporti ci sono milioni di persone pronte a lavorare ma che non riescono a trovare un posto nell'economia. Perché i paesi con economie forti stanno affrontando una crescente disoccupazione 'invisibile', e cosa si cela dietro le cifre di Eurostat? Scopri quali paesi europei stanno effettivamente perdendo il loro potenziale lavorativo
Ufficialmente, ci sono 13,3 milioni di disoccupati di età compresa tra 15 e 74 anni nell'Unione Europea. Tuttavia, se aggiungiamo a questo numero coloro che sono disposti a lavorare ma, per vari motivi, non stanno cercando lavoro, stanno lavorando part-time o non possono iniziare a lavorare immediatamente, il quadro cambia drasticamente. Secondo Euronews, che cita Eurostat, tenendo conto della 'disoccupazione nascosta', il numero totale di risorse lavorative sottoutilizzate in Europa raggiunge 26,8 milioni di persone.
Che cos'è la 'disoccupazione nascosta'?
Questo termine si riferisce a persone che non sono formalmente classificate come disoccupate ma non sono effettivamente coinvolte nell'economia. Questi sono:
— cittadini che vogliono lavorare ma non stanno attivamente cercando lavoro;
— dipendenti part-time costretti a lavorare meno di quanto desiderano;
— candidati pronti a lavorare ma impossibilitati a iniziare immediatamente.
Questi gruppi, insieme agli ufficialmente disoccupati, formano l'indicatore di 'sottoutilizzazione del lavoro', che si attestava all'11,7% nell'UE nel secondo trimestre del 2025.
In quali paesi il livello di 'disoccupazione nascosta' è più alto e in quali è più basso?
Secondo i dati aggregati, il livello più basso di disoccupazione nascosta è registrato in Polonia — solo 5,1%. La situazione è stabile anche in Slovenia, Malta e Bulgaria, dove l'indicatore non supera il 6%.
All'estremità opposta dello spettro c'è la Turchia, dove la disoccupazione nascosta raggiunge il 25,8%, rendendola il leader assoluto in Europa. Valori elevati si registrano anche in Finlandia (19,5%), Svezia (18,8%), Spagna (18,6%), Bosnia ed Erzegovina (17,1%) e Italia (15,4%).
Vale la pena notare che la Polonia sta attualmente mostrando un tasso di disoccupazione storico. Questo livello nel paese è sceso al 2,6%. Questo effetto è stato raggiunto, in particolare, grazie ai rifugiati ucraini.
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Dove in Polonia c'è la maggiore carenza di lavoratori: dati aggiornati da GUS
Tra le maggiori economie dell'UE, spicca la Germania, con una carenza di lavoro sotto la media del 7,8%. A confronto, in Francia, Italia e Spagna, supera il 15%.
Perché le persone nell'UE rinunciano a cercare lavoro
Gli esperti notano che la disoccupazione di lungo periodo demotiva i cittadini: molti non credono di poter trovare un lavoro dignitoso attraverso i servizi pubblici per l'impiego.
Tra le ragioni ci sono un debole supporto sociale, una mancanza di infrastrutture per la cura della famiglia e atteggiamenti di genere tradizionali. Inoltre, la carenza di posti di lavoro di qualità e la dissonanza delle qualifiche rendono il mercato del lavoro inerte: anche i candidati istruiti spesso non riescono a trovare un utilizzo per le loro competenze.
Dove si trovano la maggior parte di coloro che vogliono lavorare ma non stanno cercando un lavoro?
Questa categoria è il secondo fattore più grande nella sottoutilizzazione del lavoro in Europa. L'intervallo è enorme: dallo 0,3% nella Repubblica Ceca al 12,3% in Turchia.
La Turchia si distingue in quanto la proporzione di tali persone (8,6%) supera persino il tasso di disoccupazione ufficiale. Valori elevati si registrano anche in Italia (6,6%) e Svezia (4,4%), mentre in Spagna è solo del 2,8%, nonostante uno dei tassi di disoccupazione più alti dell'UE.
Paesi con la maggiore quota di occupazione part-time
Secondo Eurostat, il lavoro part-time è più comune in:
▪️ Paesi Bassi (5,1%)
▪️ Finlandia (4,8%)
▪️ Irlanda (4,7%)
▪️ Più del 4% è osservato anche in Svizzera, Turchia e Spagna.
In alcuni paesi (ad es. Paesi Bassi e Turchia), gli ufficialmente disoccupati rappresentano solo un terzo di tutti i lavoratori sottoutilizzati, il che dimostra che le statistiche standard non riflettono lo stato reale del mercato del lavoro.
Promemoria!
La maggior parte degli ucraini in Polonia ha lavori stabili, ma solo una piccola percentuale si sente completamente integrata nella società locale. Questo comporta rischi per l'economia polacca, specialmente nei settori con carenze di manodopera. Scopri quale percentuale di ucraini si sente completamente integrata e quali conseguenze ha questo per la Polonia.
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