Gli europei sono stanchi dei rifugiati ucraini: come sono cambiate le attitudini verso le persone sfollate
Nel corso dei tre anni di guerra, l'atteggiamento dell'Europa nei confronti dei rifugiati ucraini è cambiato significativamente. Mentre all'inizio dell'invasione su larga scala, le persone sfollate venivano accolte con simpatia e porte aperte, ora ci sono crescenti richieste di limitare i pagamenti e ridurre gli aiuti. Scopri perché gli europei stanno iniziando a riconsiderare il loro atteggiamento nei confronti degli ucraini
Dall'inizio dell'invasione su larga scala della Russia in Ucraina, milioni di ucraini hanno trovato rifugio nei paesi dell'Unione Europea. In quel momento, l'Europa ha aperto le sue porte, ha lanciato un regime di protezione temporanea e ha offerto un supporto senza precedenti a coloro che sono fuggiti dalla guerra. Tuttavia, dopo quasi tre anni, la situazione è cambiata. Nei paesi che in precedenza mostravano la massima solidarietà, si sentono sempre più voci di malcontento e stanchezza. Il supporto non è scomparso, ma è diventato più contenuto e pragmatico, e gli atteggiamenti sono diventati meno netti.
Nei primi mesi della guerra, gli europei percepivano gli ucraini come veri rifugiati in fuga da un disastro, piuttosto che come migranti in cerca di guadagni economici. Questo suscitava simpatia e disponibilità ad aiutare, poiché si trattava di persone che avevano sopravvissuto a circostanze orribili. Nel corso degli anni, man mano che la crisi ha smesso di essere temporanea e si è protratta, l'umore ha cominciato a cambiare. Le questioni di assistenza sociale, alloggio, integrazione e occupazione sono gradualmente emerse, causando malcontento tra alcuni residenti locali.
Repubblica Ceca
In Repubblica Ceca, uno dei paesi che ha accolto il maggior numero di ucraini, l'opinione pubblica è divisa. Secondo dati del centro analitico STEM, la maggior parte dei cittadini sostiene ancora la presenza degli ucraini, ma desidera che la scala dell'assistenza venga ridotta. Allo stesso tempo, alcuni degli intervistati ritengono che la Repubblica Ceca non dovrebbe più accettare nuovi migranti. Le persone vicine ai partiti liberali tendono a percepire l'aiuto come un obbligo morale, mentre i sostenitori di movimenti populisti e radicali chiedono restrizioni e il ritorno dei rifugiati nella loro patria. Queste contraddizioni riflettono non solo divisioni politiche, ma anche la stanchezza della società di fronte a un'incertezza prolungata.
Germania
In Germania, il processo di 'stanchezza' è stato particolarmente evidente. Più di due terzi dei cittadini si oppongono ai benefici sociali per i migranti ucraini, e la maggior parte crede che gli uomini in età di leva dovrebbero tornare a casa. I tedeschi avvertono il crescente peso sul sistema di sicurezza sociale, poiché non si tratta solo di alloggio e assistenza, ma anche di scuole, sanità e programmi di integrazione. Per un paese che ha già esperienza con la migrazione di massa, la nuova ondata di rifugiati è diventata una prova di forza, e gli atteggiamenti nei confronti degli ucraini stanno gradualmente diventando meno emotivi e più razionali.
Polonia
La Polonia, che nei primi mesi della guerra è diventata un simbolo di ospitalità, sta anche vivendo un cambiamento di sentimenti. Mentre nel 2022 quasi il 90% dei polacchi sosteneva l'accoglienza degli ucraini, oggi questa cifra è diminuita significativamente. Molti credono che l'assistenza sia diventata eccessiva e dovrebbe essere fornita solo a coloro che lavorano e pagano le tasse. Sullo sfondo della pressione economica e delle crescenti richieste sociali interne, i polacchi parlano sempre più della necessità di ridistribuire le risorse, e il tema dei rifugiati sta gradualmente diventando parte del dibattito politico interno.
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Perché è diminuito il livello di supporto per gli ucraini nell'UE?
Le ragioni di questi cambiamenti non sono solo finanziarie. La guerra, che dura da tre anni, ha distrutto il senso di temporaneità. Le persone nei paesi ospitanti hanno cominciato a percepire la presenza degli ucraini come parte di una nuova realtà, piuttosto che come un episodio umanitario a breve termine. La stanchezza e l'irritazione si sono fatte sentire, specialmente nelle regioni in cui la pressione sulle infrastrutture è diventata evidente. Allo stesso tempo, gli ucraini che lavorano, apprendono la lingua e partecipano attivamente alla società continuano a guadagnarsi rispetto: sono proprio questi esempi a mantenere fiducia e simpatia.
Per gli ucraini stessi, questo è un nuovo stadio: dallo status di 'rifugiati' alla necessità di una vera integrazione. I governi europei stanno gradualmente passando da misure di emergenza a politiche sistematiche: ora è importante non solo aiutare, ma anche includere le persone nell'economia, nell'istruzione e nella vita sociale. Questo significa che l'aiuto potrebbe essere ridotto e i requisiti di autosufficienza potrebbero aumentare. Alcuni paesi stanno già discutendo che i benefici dovrebbero essere concessi solo a coloro che lavorano o seguono corsi di lingua.
Nonostante la evidente stanchezza, è troppo presto per parlare di un completo ribaltamento della posizione dell'Europa sull'Ucraina. La maggior parte dei residenti dell'UE sostiene ancora l'aiuto al paese sotto attacco, ma desidera che sia più razionale. La solidarietà umanitaria sta gradualmente cedendo il passo al pragmatismo, e il concetto di 'protezione temporanea' non è più temporaneo. Questo è un processo naturale: l'Europa si sta adattando a una nuova realtà in cui la guerra si è protratta e milioni di ucraini sono diventati parte della società europea, sebbene involontariamente.
Promemoria! Da più di tre anni, gli ucraini vivono nei paesi dell'UE sotto protezione temporanea a causa della guerra in Ucraina. Ma ora ci sono discussioni su un piano per porre gradualmente fine a questo programma entro il 2027, così come nuovi modi legali per vivere, lavorare e studiare. Scopri cosa attende gli ucraini nell'UE dopo la fine della protezione temporanea e come prepararsi per le nuove regole.
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